Il funzionamento si basa su un ciclo pneumatico ad alta velocità che trasforma l’azione dell'aria in energia d'impatto e di rotazione: il pistone, mentre arretra, fa ruotare il fioretto di alcuni gradi in modo tale da consentire, colpo dopo colpo, di impattare lungo una diversa direzione.
Condizione necessaria per la realizzazione del foro è la rimozione continua dei detriti di scavo. La pulizia del foro avviene per effetto dell’aria compressa: l'aria esausta, risalendo, espelle i detriti (polvere e scaglie) all'esterno del foro.
Il martello perforatore viene alimentato dal compressore: l’aria erogata deve avere una pressione di 6-7 bar e un volume sufficiente a garantire prestazioni costanti. All’interno del perforatore, le diverse componenti meccaniche in movimento devono essere costantemente lubrificate. È sempre consigliato l’utilizzo dell’oliatore di linea: l’aria compressa aspira (per effetto venturi) l’olio, lo nebulizza e lo porta all’interno del martello lubrificandone gli organi in movimento. Un martello perforatore ha frequenze di percussione di 2-3000 colpi/minuto, velocità di rotazione oltre i 200 RPM: la corretta lubrificazione del pistone e dei meccanismi di rotazione è fondamentale per limitare l’usura e il surriscaldamento.
In ambito industriale e minerario il perforatore pneumatico è preferito rispetto al perforatore elettrico per i seguenti motivi:
- Robustezza ed affidabilità: l’espansione dell’aria raffredda internamente il martello consentendo lunghi cicli di lavoro senza surriscaldarsi;
- Praticità: utilizzo consentito anche in presenza di acqua, ambiente umido e presenza di gas.
I martelli perforatori sono di diversa grandezza: maggiore è il peso e maggiore è il diametro e la profondità del foro realizzabile.